La storiaBibbia on-lineLiturgia del giornoContattiMultimedia         ... verso la beatificazione di mons. Guglielmo Grassi

 È attivo il sito della Vicaria Territoriale di Marino sul quale potrete trovare tutte le informazioni relative alla Visita Pastorale del nostro Vescovo Marcello alle Parrocchie della Vicaria, le immagini, le iniziative, i programmi relativi e tante altre informazioni.

L'indirizzo è: http://www.vicariamarino.it

 

  Stampa cattolica

 

____________________

____________________

Formazione e informazioni per la comunità Parrocchiale

di San Barnaba Apostolo di Marino (Rm)

          _____________________________________________________________

don Pietro scrive ...

Marino, 8 aprile 2012   

 

 

Gesù è in mezzo a noi!

 

 

Davanti all’esperienza della morte e all’annuncio della risurrezione, il Vangelo di oggi (Lc 24,35-48) ci dice che i discepoli dubitavano nonostante tutto.

Gesù fa anche a noi la domanda: “Perché questi interrogativi salgono nel vostro cuore?”. Lui parla degli interrogativi che disturbano il cuore: sospetti, dubbi, insinuazioni (si parla addirittura di spettri, di fantasmi). E quando l’evidenza del Risorto e del Vivente per sempre nella sua vera carne si impone, anche allora i discepoli li vediamo impietriti nella loro incredulità, tipica di quella che fa affermare: “è troppo bello per essere creduto!”.

Si riconosce la nuova identità di Gesù (Risorto) quando i nostri occhi lo vedono come Colui che spezza il pane e quando ci si lascia ammaestrare dalle Scritture Sante.

Gesù Risorto è sempre presente “in mezzo” ai suoi, è sempre al centro della Comunità, in mezzo alla Chiesa. Non si tratta di “apparizione”, neanche si dice che “entrò” nella stanza al “piano alto”. Egli era già lì. Non viene da lontano. Anche oggi è qui in mezzo a noi, vede e condivide tutte le nostre apprensioni, preoccupazioni, per il presente e per il futuro. Così noi tutti, nonostante che questo tempo sembra contraddirlo, non siamo mai soli, Lui, il “Vivente per sempre”, è con noi.

Il Risorto ha un vero corpo umano, ma la sua nuova situazione è “spirituale” (cf 1Cor 15,39-49). Anche noi, infatti, con il nostro corpo “psichico-fisico” siamo, possiamo dire, seminati nella terra per divenire “spirituali” “nei cieli nuovi e nella terra nuova”.

Noi, qui e oggi, non siamo “maturi”. Il frutto umano maturo è solo il corpo attuale di Gesù Risorto, così come sarà il nostro corpo, quando saremo risorti anche noi come Lui e con Lui (cf 1Cor 15,53-54). Noi oggi non siamo l’edizione definitiva dell’essere umano, ma solamente un uomo in divenire. Gesù Risorto è l’uomo compiuto, così come lo è Maria di Nazateh, anche Lei “risorta”, “assunta in cielo”.

Che bella “scuola di lingua” ci sta facendo fare Gesù in questi quaranta giorni di Pasqua, fino all’Ascensione”. Gesù ci sta insegnando il linguaggio nuovo per comunicare con noi.

Bisogna diventare credenti per vedere, ascoltare, toccare  … Gesù. Bisogna diventare credenti per diventare persone che sanno vedere, ascoltare, toccare il Risorto quale persona vivente  per sempre.

Il Risorto ci fa vedere più lontano, egli ci fa uscire allo scoperto, ci rimette in piedi, ci fa rialzare dal pianto in  cui ci siamo ripiegati soprattutto in questi nostri tempi di crisi. Egli è capace di tirarci fuori dalla tristezza e fa invertire il nostro cammino. Ci fa diventare persone che stanno ben dritte dinanzi a Dio e agli uomini, senza appoggiarsi su nessuno e su niente altro che Lui! Il Risorto ci raddrizza, ci fa persone facendoci essere semplicemente davanti a Dio. Ci libera dal valutare come assolute le cose.

In Gesù risorto è tutto Luce, Splendore, “bianchezza che nessun lavandaio sulla terra saprebbe rendere così bianca” (cf Mc 9,3).

Gesù Risorto è la chiave per interpretare anche la nostra vita in questo nostro tempo. La chiave va verificata sulla sua porta. Lasciamoci raggiungere da Gesù. Egli sta dietro la nostra porta e bussa. Apriamogli la nostra vita, diamogli fiducia e anche oggi sapremmo di non essere soli e che il nostro destino è un destino glorioso. Se c’è Lui, non ci sarà nessuna “fine”, perché Lui è “il Fine” di ogni donna e uomo.

Non lasciamoci indebolire dagli annunciatori di cattive notizie. Davanti a tutti noi, in mezzo a noi, c’è Gesù Risorto, col suo corpo “agile” che lo rende presente ed attuale sempre, anche oggi, qui ed ora.

Egli ci dice: “Ti farò sapiente, ti indicherò la via da seguire, avrò i miei occhi su di te e ti farò dono del consiglio e della sapienza” (cf Sl 31).

Con San Romualdo, fondatore dei Padri Camaldolesi, diciamo anche noi: “Caro Gesù, caro mio dolce miele, desiderio inesprimibile, dolcezza dei santi, soavità degli angeli”.

Vi auguro di arrivare alla fede per riuscire a vedere Colui che sta in mezzo a noi per farci felice sempre!

 

                                                                      don Pietro

 

 

 

 

Pastorale familiare

 

“La famiglia: il lavoro, la festa”

 

 

Prendendo spunto dal VII incontro internazionale delle famiglie sul tema “La Famiglia: il lavoro e la festa”, che si svolgerà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012, desideriamo approfondire una prospettiva comune al tema dell’incontro: il rapporto di coppia tra uomo e donna con i suoi stili di vita,  il modo di vivere le relazioni (famiglia), di abitare il mondo (lavoro) e di umanizzare il tempo (festa).

La riflessione si sviluppa dalla considerazione che l’evidente crisi della società attuale, collegata anche ad un mutamento culturale che coinvolge la struttura familiare e che si esprime attraverso l'affermazione di un pluralismo dei suoi modelli, necessita di una attenta valutazione ripartendo proprio dalla  triade famiglia, festa e lavoro. Sono proprio questi i contenuti che in prospettiva sono da focalizzare  se vogliamo rendere vivibile la vita quotidiana: ... Il lavoro e la festa sono intimamente collegati con la vita delle famiglie: ne condizionano le scelte, influenzano le relazioni tra i coniugi e tra i genitori e i figli, incidono sul rapporto della famiglia con la società e con la Chiesa ... (Benedetto XVI).

L’esperienza familiare,  sempre più ristretta nella sfera privata, sperimenta quotidianamente la sua fragilità rilevandosi vulnerabile proprio di fronte ai processi sociali, in particolare quelli che incidono sulla sua vita quotidiana, come il lavoro e il tempo libero.

“L’odierna organizzazione del lavoro, e con essa la scansione dei tempi e degli orari, sempre più pensata, come dice il Papa e attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto, e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo, contribuiscono a disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistico”.

Il primo modo per rinnovare la vita quotidiana è di vivere la famiglia come uno spazio di relazioni interne, attraverso un’intimità profonda nella coppia  e tra genitori e figli, ed esterne di apertura verso la comunità;  il lavoro non solo come mezzo di sostentamento economico, aspetto di per se rilevante ma anche come luogo dell’identità personale e familiare e della relazione sociale;  la festa, come un momento prezioso per dare senso al tempo libero, alle relazioni con gli altri e con Dio, alla festa in casa e nella comunità, alla celebrazione eucaristica , allo spazio della carità e della condivisione.

La Sacra Scrittura (cfr Gen1-2) ci dice che famiglia, lavoro e giorno festivo sono doni e benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un’esistenza pienamente umana.

 L’esperienza quotidiana attesta che lo sviluppo autentico della persona comprende sia la dimensione individuale, familiare e comunitaria, che le attività e le relazioni funzionali, come anche l’apertura alla speranza e al Bene senza limiti (Benedetto XVI).

 

A tale proposito vogliamo ricordare ed invitare tutte le famiglie al prossimo incontro formativo, nell’ambito dell’iniziativa “Marino si plasma in famiglia”, che si terrà sabato 28 aprile presso l’Auditorium Mons. G. Grassi, Marino ore 17.00-19.00, dal titolo “Guardate gli uccelli del cielo” - Stile di vita nella famiglia cristiana. Guiderà l’incontro P. Alfredo Feretti, direttore Centro La Famiglia di Roma.

 

 

 

 

AVVISO

 

Anche sabato 28 aprile, in occasione dell’incontro: “Guardate gli uccelli del cielo” - Stile di vita nella famiglia cristiana, guidato da P. Alfredo Feretti, direttore Centro La Famiglia di Roma, garantiremo il servizio di animazione per i bambini dei genitori che parteciperanno all'evento.

 

 

 

 

 

Preghiera per la visita ai nostri Quartieri

 

 

Frutto della Visita Pastorale del nostro Vescovo

e per il dono dell’“Anno della Fede”,

aiutaci, Signore, ad accogliere la visita del Parroco

come presenza di grazia nella nostra quotidiana esperienza di vita.

 

La sua visita ci apra la “porta della fede”,

perché possiamo diventare cristiani,

per l’ascolto e l’accoglienza della Buona Notizia,

che è Gesù Cristo che ci ama da morire.

 

In questa Visita vediamo la Tua visita,

che viene a consolare e a riempirci di gioia.

Vieni, Signore, a ridare vigore alla vita cristiana,

illuminata dalla fede e sorretta dalla grazia.

 

Vieni, Pastore Buono, in questa nostra terra

a camminare per le nostre strade, a visitare le nostre case

e i nostri cuori ti siano aperti, spalancati.

Vieni a risvegliare il senso di appartenenza alla Chiesa.

 

Incoraggia il dialogo con i non credenti che sono tra noi,

i fratelli di diverse religioni siano incoraggiati,

aiuta tutti noi a crescere nella fedeltà al Battesimo,

per diventare testimoni coraggiosi del Vangelo.

 

Donaci la grazia di essere credenti e  missionari,

autentici protagonisti per il bene comune nel bene di ciascuno.

Ci accompagni Maria, Madonna del Popolo, i nostri Santi patroni

e dei Servi di Dio che qui hanno vissuto, creduto, amato e servito.

 

Amen. Alleluia

 

                                        (don Pietro)

 

 

 

 

 

                        CARITAS

 

Questo tempo...

  

Questo tempo, il nostro tempo ci appare, nei momenti di riflessione, senza speranze. Le informazioni che ci giungono dai  mass media ci rendono perplessi e sbigottiti e soprattutto ci fanno smarrire la fiducia negli uomini, nelle istituzioni, nella politica.

Il mistero pasquale che ancora ci accompagna in questa terza domenica di Pasqua è un inno alla gioia, è  la celebrazione di un evento che ha avuto la forza di cambiare la vita a tante persone. Eppure sembra non scalfire o modificare la situazione che stiamo vivendo come cittadini di una società in crisi. Ci troviamo di fronte a realtà distanti anni luce dalle certezze acquisite dai primi cristiani attraverso la morte e la  resurrezione di Gesù. “La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune” (Atti 4, 32), uomini nuovi, comunità capaci di condividere tutto senza ansia e preoccupazione per i beni materiali.

Davanti a noi, al contrario, le convinzioni di chi vuole far quadrare i conti di un bilancio pubblico fallimentare, senza guardare alla persona e ai suoi bisogni, senza modificare le ingiustizie e le diseguaglianze, senza operare il rinnovamento di una classe politica attaccata ai propri privilegi. Un esempio di questo metodo di governo, trasversale nell’intera comunità europea, è l’approccio con il quale è affrontato il cambiamento operato  dall’invecchiamento della popolazione. La condizione dell’anziano, sinonimo di saggezza e autorevolezza per le precedenti generazioni,   costituisce oggi, non una risorsa e una conquista, ma un problema. L’attenzione sulla dimensione demografica dell’invecchiamento rivela, ai governi preoccupati del debito pubblico, il consumo di risorse e il costante aumento della spesa pubblica, con indicatori che denunciano l’assottigliamento della popolazione attiva a scapito di quella non attiva e la conseguente problematica del reperimento dei fondi. In poche parole, la persona anziana diventa un peso per la società nel suo complesso. Ci sfugge l’isolamento, la solitudine, la perdita di ruoli, la difficoltà dei rapporti tra generazioni, la  povertà e le malattie che ogni anziano è costretto a sopportare. La nostra attenzione è continuamente distratta dai problemi materiali e lo sguardo sugli altri non è amore, comprensione, condivisione ma diffidenza e sospetto.

 Anche la famiglia vive l’incubo delle incertezze, alle crescenti difficoltà non corrisponde un clima di reciproco aiuto, di solidarietà, la capacità di rinunciare agli sprechi e ai lussi per aiutare le persone che devono vivere di niente.

Non c’è dubbio che la  crisi finanziaria ed economica che stiamo vivendo ci interpella in profondità e mentre ci fa sentire più vulnerabili, sollecita anche la nostra responsabilità di cristiani. Tutti sentiamo che è molto più che una crisi economica e che richiede un cambiamento di rotta. È il momento di  pensare e di  riprogettare, di darci nuove regole e di trovare nuove forme di impegno, di  puntare sulle esperienze positive e  rigettare quelle negative. In questa chiave, fiduciosi piuttosto che rassegnati dobbiamo testimoniare l’amore facendo svolgere un ruolo di fondamentale importanza alla dottrina sociale della Chiesa.

 

 

 

  

 

 

 

 

 

  

   

 

   

 

 

 

 

 

 

 

     
     

 

 

 

 

 

Speciale

Mons. G. Grassi

“verso... la beatificazione”

  scarica l'opuscolo

 

Ritiro per animatori

e cresimandi

Sant'Agata Feltria 2012

le foto

Link suggeriti

 

 

Sito Ufficiale della Santa Sede, Sito Ufficiale del Vaticano

La TV dell'incontro

Giornata mondiale della gioventù - Madrid 2011

 

 

ultimo aggiornamento: 23 aprile 2012